November 2011
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passo tra la folla che non sa →
siamo tutti costretti, per renderci sopportabile la realtà, a coltivare dentro...
– breviario proustiano
cloudbusting →
ricordati che c’è differenza tra l’amore e il pianto
e avevano toccato il fondo della loro... →
a m o r e →
abissi
profondamente immersa.
puoi solamente guardarla,
toccarla no.
profondamente immersa,
non ricorda più
come si riaffora.
e nuota,
nuota,
nella sua sua luminosa solitudine.
gli spazi eterni
la gente delle attese è altra gente.
non è la stessa, voglio dire.
non è la commessa del negozio dei fiori, quella precisa e ciarliera che ordina le gerbere in geometrie di cromatismi. non è la mamma ansiosa col passeggino rosso, che ieri notte vegliava un dentino che spuntava. non è nemmeno il direttore di banca, serio e incravattato, imprigionato tra il vetro e la sua scrivania lucida.
la...
still life →
garota de ipanema →
perchè la notte ci permette di sopravvivere (a noi stessi)
gabbie
Ho tirato via la zip della borsa e buttato l’occhio sulla punta delle scarpe. L’auto attende nel parcheggio e spingo il carrello. Penso alle mie scarpe ed alla polvere che c’è sulla punta. Ho le chiavi in mano e ci giocherello. Sento una voce.
Le parole spuntano fuori dal nulla e mi sfiorano il timpano in un sussurro.
Mi stai chiedendo il carrello. Ti vorrei dire di no, perché...
era de maggio →
bambina di cortile
Inizi sempre nello stesso modo.
Con le labbra che si premono l’una contro l’altra.
Col capo che si piega.
Con le mani ossute che si accarezzano.
Io resto fuori da quelle labbra e da quelle mani. Mentre ti accarezzi, io resto fuori.
Mi permetti solo di ascoltare e di guardare.
Tu racconti ed io ti vedo.
Vedo te, bambina, su quel viale, sotto casa.
La tua voce è precisa: saltavo...
heartbeat →
e ora cercherei una spiaggia. una di quella piena di legnetti
ombre
myborderland:
Le ombre sono la stenografia di un pensiero, come una pagina bianca che costringe a scoprire. Nelle ombre il nostro sguardo si abbandona nomade, agisce di sorpresa, vaga tra i ricordi, elabora. ’Una linea, un’area di colore non sono davvero importanti perché registrano quel che avete visto ma per quel che a partire da lí, sarete portati a vedere’ ha scritto john berger.
Le ombre...
e perché ora ti fermi? io non ci riesco più.
la salita l’ho tentata molte...
angel →
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Non le cose fuori, ma le cose dentro
L’orizzonte non è mica una visione.
E’ quella linea che ti dice: fin qui e non oltre.
Certe volte ci mettiamo le case, i palazzi all’orizzonte, altre lo fotografiamo. E così ci sembra di averla scelta noi la linea.
Fin qui.
Io ho delle gambe non molto lunghe e anche delle braccia piccole e forse ci potrei stare comoda in quell’orizzonte. In fondo, negli anni, non credo neppure che arriverò a percorrerlo tutto.
Poi fa paura. Nel...
La domanda è una domanda di senso.
E intanto il viaggiatore viaggia.
Il treno è vorace sulla ferrovia. Il mondo scorre attorno.
E schiaccia il viso sul finestrino, ma lui non piange.
Ascolta il vento buttandogli dentro parole.
La domanda è una domanda di senso.
Proprio a te che non sai mai rispondere e nemmeno quella volta che lei ti ha chiesto se l’amavi.
Proprio a te che dimentichi i nomi della gente ed hai un...